domenica 18 agosto 2019

Dai Sibillini al Monte Conero. Sulle tracce dell’antico rettile marino Siro



















Sabato 17 agosto, ore 10:00-12:00, a Sassotetto di Sarnano (MC), all'Auditorium Belvedere del Rifugio "Fonte Lardina", parlerò della storia del rinvenimento degli icnofossili che ho effettuato sul Monte Conero e del relativo studio scientifico condotto in collaborazione con i ricercatori del Museo delle Scienze Unicam, il geologo Giuseppe Crocetti (presente all'incontro) e il biologo Alessandro Blasetti.
La relazione sarà preceduta dalla presentazione di alcune ricerche etnografiche, archeologiche e paleontologiche da me condotte in varie zone del Mondo (Isole Svalbard, Groenlandia, Nepal, Brasile, Italia, Francia).
Il geologo Crocetti, inoltre, nel descriverci le rocce affioranti sul Monte Conero su cui sono rimaste impresse le orme del rettile marino, ci parlerà della genesi dei Monti Sibillini e delle sue rocce.


domenica 11 agosto 2019

Sulle tracce di un antico rettile marino. Siro e le orme mesozoiche scoperte sul Monte Conero

 







Sirolo (AN) , venerdì 9 agosto 2019, ore 21:30-23:30.

Conferenza di presentazione della storia del rinvenimento degli icnofossili che ho effettuato sul Monte Conero e del relativo studio scientifico condotto in collaborazione con i ricercatori del Museo delle Scienze Unicam, il geologo Giuseppe Crocetti e il biologo Alessandro Blasetti.
La relazione è stata preceduta dalla presentazione di alcune ricerche etnografiche, archeologiche e paleontologiche da me condotte in varie zone del Mondo (Nepal, Brasile, Italia, Francia).

lunedì 13 maggio 2019

Mozzi-Borgetti: "Sulle tracce di un antico rettile marino. Siro e le orme mesozoiche scoperte sul Monte Conero"


Macerata, Biblioteca Comunale “Mozzi Borgetti”, Sala Castiglioni, venerdì 24 maggio 2019, ore 17:00-19:00.

Conferenza di presentazione della storia del rinvenimento degli icnofossili che ho effettuato sul Monte Conero e del relativo studio scientifico condotto in collaborazione con i ricercatori del Museo delle Scienze Unicam, il geologo Giuseppe Crocetti e il biologo Alessandro Blasetti.
La relazione sarà preceduta dalla presentazione di alcune ricerche etnografiche, archeologiche e paleontologiche da me condotte in varie zone del Mondo.


https://www.mcnet.tv/macerata-conferenza-sulle-orme-mesozoiche-del-conero/
https://www.larucola.org/2019/05/23/macerata-conosciamo-siro-le-orme-di-un-antico-rettile-marino/ 

venerdì 10 maggio 2019

Dai Sibillini al Monte Conero. Sulle tracce dell’antico rettile marino Siro


Sassotetto di Sarnano (MC), Auditorium Belvedere, domenica 19 maggio 2019 , ore 10:00-12:30.
(N.B. Evento inizialmente previsto per il 14 aprile, come riportato in locandina)

Conferenza di presentazione della storia del rinvenimento degli icnofossili che ho effettuato sul Monte Conero e del relativo studio scientifico condotto in collaborazione con i ricercatori del Museo delle Scienze Unicam, il geologo Giuseppe Crocetti (presente all'incontro) e il biologo Alessandro Blasetti.
La relazione sarà preceduta dalla presentazione di alcune ricerche etnografiche, archeologiche e paleontologiche da me condotte in varie zone del Mondo.

Il geologo Crocetti, inoltre, nel descriverci le rocce affioranti sul Monte Conero su cui sono rimaste impresse le orme del rettile marino, ci parlerà della genesi dei Monti Sibillini e delle sue rocce.
 
Relatori:
L. Natali, ricercatore dell'Istituto Italiano di Paleontologia Umana;
G. Crocetti, geologo del Museo delle Scienze dell'Università di Camerino.

Evento rimandato a data da destinarsi.

mercoledì 1 maggio 2019

Biblioteca Zavatti: "Siro e le orme mesozoiche scoperte sul Monte Conero"


Civitanova Marche (MC), Biblioteca Comunale "Silvio Zavatti", sabato 4 maggio 2019.
Conferenza di presentazione, assieme al geologo Giuseppe Crocetti del Museo delle Scienze Unicam, del recente ritrovamento da me effettuato all’interno del Parco Naturale del Monte Conero relativo alla pista fossile del rettile marino "Siro".
La conferenza sarà preceduta dalla presentazione di alcuni viaggi di ricerca scientifica, esplorazione e cooperazione umanitaria che ho condotto in varie zone del Mondo: Isole Svalbard, Groenlandia, Brasile, Francia, Italia, Nepal.
Un particolare ringraziamento va al presidente Paolo Giannoni, ad Alvise Manni e a tutto lo staff della Biblioteca.

“Racconti illustrati”, libro di Luca Natali edito da Edizioni Simple


Splendida ed emozionante recensione di Simoneta Borgiani sul giornale La Rucola al mio libro "Racconti illustrati":
 
Ci sono persone avulse dalla routine quotidiana, da quel mondo che rincorre le cose materiali e le collezioni di selfie. Ci sono persone che vivono ogni cosa che fanno come fosse una meditazione, assaporandone ogni sfumatura: l’espressione di un passante, il cinguettio di un passero, un profumo, un panorama, una sala d’aspetto… Luca è una di  queste,  osserva  e non giudica, ma sogna un mondo diverso senza violenze alle persone, agli animali e alla natura; sogni ogni giorno demoliti da network e social-network che fanno la gara degli orrori. E allora scappa, torna in quei luoghi dove fin da piccolo è stato abituato alle avventure: scalate in montagna, passeggiate nella natura, negli antichi borghi semideserti, alla ricerca di emozioni vere, dove da soli si recupera la dimensione umana, si sente di essere parte del tutto. I “Racconti illustrati” sono assaggi di queste sue esperienze, che passano anche per i viaggi in capo al mondo, per poi ritornare ai piccoli, personali momenti familiari: alla fine la propria terra, la propria identità, la propria famiglia sono ciò che da il senso del proprio stare al mondo. I ricordi, le immagini, servono a recuperare le sensazioni e le emozioni provate, da condividere con il lettore lasciando i racconti a metà, in modo che il borgo dove si ferma è senza nome perché potrebbe essere qualsiasi borgo anche dal lettore visitato, l’attesa dal medico finisce quando è il suo turno, ma non ci dice dove e per cosa, come le nostre tante attese… sono tracce, a volte malinconiche, che già a metà risvegliano i ricordi e gli struggimenti nostri… Un libro impostato come il suo diario segreto, ma si divora come fosse il nostro diario segreto, con il tempo che sembra sospeso, e che sinceramente fa venire le lacrime agli occhi. Ma c’è una soluzione alla tristezza, alle solitudini, alle delusioni: le cose semplici e belle. Sono queste che ci salveranno, forse non tutto è perduto, basta spegnere cellulare e tv.
Simonetta Borgiani
16 aprile 2019

sabato 13 aprile 2019

"Siro" e i ragazzi dell'Istituto Professionale “Gilberto Ercoli” di Camerino (MC)
























Camerino (MC), 11 aprile 2019.
Conferenza si presentazione, assieme al geologo Unicam Giuseppe Crocetti, del recente ritrovamento da me effettuato all’interno del Parco Naturale del Monte Conero relativo alla pista fossile del rettile marino "Siro".
La conferenza è stata preceduta dalla presentazione di alcuni viaggi di ricerca scientifica, esplorazione e cooperazione umanitaria che ho condotto in varie zone del Mondo: Brasile, Francia, Italia, Nepal.

 https://lucanatali.blogspot.com/2019/02/detection-of-lower-cretaceous-fossil.html?fbclid=IwAR1KXCTnWtfmkZp-7CuEF219gxa4mnmPKb0yD8ZvTMO_Kh_p1yyArNmf6eQ

venerdì 29 marzo 2019

Drystone Housing Structures and their Symbolic Elements in High Altitude Sherpa Villages in Rolwaling Himal (Nepal) / Strutture abitative in pietra a secco e loro elementi simbolici in villaggi Sherpa di alta quota nella Rolwaling Himal (Nepal)

All’Insegna del GiglioAPM - Archeologia Postmedievale, periodico.

APM – Archeologia Postmedievale

Strutture abitative in pietra a secco e loro elementi simbolici in villaggi Sherpa di alta quota nella Rolwaling Himal (Nepal)
Luca Natali, Marco Sazzini

[ cit.: Luca Natali, Marco Sazzini 2019, Strutture abitative in pietra a secco e loro elementi simbolici in villaggi Sherpa di alta quota nella Rolwaling Himal (Nepal), «APM – Archeologia Postmedievale», 21, 2017, pp. 115-137 ]

https://www.insegnadelgiglio.it/prodotto/apm-archeologia-postmedievale-21-2017/

Abstract:
In this study, we report data collected during two scientific, explorative and humanitarian expeditions conducted in a remote Nepalese valley bordering with Tibet and inhabited by an ethnic Sherpa population. Among the many aims of the expeditions, there were the following activities: – humanitarian cooperation and mountaineering exploration related to the creation of the Gaurishankar-Everest National Park, which is twinned with the Gran Sasso e Monti della Laga National Park in Italy thanks to the efforts of the nonprofit association Explora Nunaat International; – anthropological and genetics research on local populations (i.e. Sherpa and Tamangs) (Gnecchi-Ruscone et al. 2017, 2018); – research on remains ascribable to the Gigantopithecus, an extinct genus of ape that might underlie local legends about the Yeti (Straus 1957; Sykes 2014; Filippi 2016); – study of some Sherpa villages located between 4,300 and 4,900 mt a.s.l., (inhabited plausibly until the 1960s-1970s and then abandoned due to worsening of climatic conditions), which had been settled for mountain pasture. To this area, the Sherpa people used to lead their Yak herds and spend the spring and summer months. In this article we describe the drystone buildings that composed the villages, such as dwellings and enclosures. When describing the dwellings from a technical and functional perspective, special attention was devoted to highlighting their sacredness and the symbolism that permeates them. In particular, we focused on the cornerstone of the house, the sanctum sanctorum (i.e. the hearth). We have also mentioned some of the places sacred to the local Buddhist goddess, as well as one of the totemic creatures of the Sherpa culture: the Yeti.

Keywords:
Sherpa villages, mountain pastures, symbolism, sacredness, Nepal.
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Riassunto:
Nel presente studio sono riportati alcuni dati rilevati nel corso di due spedizioni scientifico-esplorative e di cooperazione umanitaria condotte in una valle remota del Nepal, al confine con il Tibet, abitata da una popolazione di etnia Sherpa. Molteplici sono stati gli obiettivi delle spedizioni. Oltre alla realizzazione di alcune attività di cooperazione umanitaria e di esplorazione alpinistica (finalizzata quest’ultima alla conoscenza di una porzione della vasta area del costituendo parco nazionale Gaurishankar-Everest, gemellato grazie all’associazione Explora Nunaat International con il parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga), numerose sono state le ricerche scientifiche condotte: – lo studio delle popolazioni locali (Sherpa e Tamang) dal punto di vista antropologico e genetico (Gnecchi-Ruscone et al. 2017, 2018); – la ricerca di reperti riconducibili al Gigantopithecus, un genere estinto di primate che potrebbe essere alla base delle leggende locali sullo Yeti (Straus 1957; Sykes 2014; Filippi 2016); – indagini di tipo insediamentale presso alcuni villaggi Sherpa abbandonati collocati tra i 4300 e i 4900 m di quota, contestualmente allo studio dei cambiamenti climatici responsabili del loro abbandono. In particolare tratteremo quest’ultimo punto, ovvero i villaggi aventi funzione di alpeggio abbandonati nel corso degli anni ’60-’70 del ’900 a seguito di un peggioramento delle condizioni climatiche locali. Presso di essi gli Sherpa conducevano le proprie mandrie di yak al pascolo e trascorrevano i mesi primaverili ed estivi. Vengono descritte le strutture in pietra a secco che componevano i villaggi: le abitazioni e i recinti per gli animali. Nel descrivere l’unità abitativa da un punto di vista tecnico e funzionale, particolare attenzione è stata rivolta a evidenziarne gli elementi di sacralità e il simbolismo di cui è pervasa. Nello specifico è stato preso in esame quello che può essere considerato il fulcro della casa, il sanctum sanctorum, ovvero il “focolare”. Sono inoltre riportati accenni ad alcuni luoghi consacrati alle divinità locali buddiste e a uno degli esseri totemici della cultura Sherpa: lo Yeti.

Parole chiave:
villaggi Sherpa, alpeggi, elementi simbolici, sacralità, Nepal.

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See also:
   - ResearchGate
https://www.researchgate.net/publication/331864302_Drystone_Housing_Structures_and_their_Symbolic_Elements_in_High_Altitude_Sherpa_Villages_in_Rolwaling_Himal_Nepal_Strutture_abitative_in_pietra_a_secco_e_loro_elementi_simbolici_in_villaggi_Sherpa_di_

  - Academia
https://www.academia.edu/38580577/Drystone_Housing_Structures_and_their_Symbolic_Elements_in_High_Altitude_Sherpa_Villages_in_Rolwaling_Himal_Nepal_Strutture_abitative_in_pietra_a_secco_e_loro_elementi_simbolici_in_villaggi_Sherpa_di_alta_quota_nella_Rolwaling_Himal_Nepal_

giovedì 28 febbraio 2019

Detection of Lower Cretaceous fossil impressions of a marine tetrapod on Monte Conero (Central Italy)

Cretaceous ResearchElsevier

 

 

Volume 93, January 2019, Pages 143-150 

    

Detection of Lower Cretaceous fossil impressions of a marine tetrapod on Monte Conero (Central Italy)

Luca Natali a ⧫,  Alessandro Blasetti b,  Giuseppe Crocetti b

Istituto Italiano di Paleontologia Umana, c/o Museo Civico di Zoologia, Via Ulisse Aldrovandi, 18, 00197 Rome, Italy
Sistema Museale - Museo delle Scienze dell'Università di Camerino, Via Gioco del Pallone, 5, 62032 Camerino, MC, Italy
Corresponding author
 
https://doi.org/10.1016/j.cretres.2018.09.014
 

Abstract

Inside the Conero Natural Park, in Central Italy, on the top layers of the Maiolica Formation belonging to the Umbria-Marche succession, we discovered 11 depressions identified as a fossil trackway in an area forbidden to the public for safety reasons. We collected data about their dimensional and morphological characteristics, together with photographic documentation and cast collection, in an area difficult to reach. This data, with the characteristic alternation and the almost straight line of the depressions, together with the nature of the sediment on which they were imprinted, lead us to believe that we have found imprints constituting a trackway generated on a deep seabed. Furthermore, the results of our studies allow us to hypothesize that the series of tracks may have been impressed by the fore-paddles of a Lower Cretaceous marine tetrapod, a reptile not yet identified. According to current knowledge, the examined tracks seem to be unique for this period and rare for the deep seabed paleoenvironment.
 

Keywords

Ichnofossils; Marine reptile;Tetrapod; Lower Cretaceous; Central Italy; Monte Conero

1. Introduction

This paper comes deals with the discovery, by the senior author L. Natali, of ichnofossils, interpretable as imprints impressed in deep sea sediments, within the Natural Park of Conero. Shortly after the discovery, Natali informed Dr. Stefano Finocchi, area inspector for the Superintendence of Archaeological Heritage of the Marche Region, by means of a detailed written scientific report that is included in this paper. The Science Museum of the University of Camerino, here represented by the co-authors A. Blasetti and G. Crocetti, was commissioned by the local Superintendent to take care of the geological study and laboratory analysis. The importance of this study stems from the fact that comparatively little is known of the deep seabed paleoenvironment in Italy and worldwide [...], while there is quite a lot of literature on swim tracks bottom walking on shallow waters by aquatic tetrapods such as fresh and marine water turtles and crocodiles [...]. [...]

lunedì 25 febbraio 2019

sabato 2 febbraio 2019

mercoledì 23 gennaio 2019

Siro e il Team di Ricerca a "Maceratese dell'anno"

Ringrazio la Redazione del Resto del Carlino per la candidatura a "Maceratese dell'anno" del "Team di Ricerca" Natali-Blasetti-Crocetti e con essa della candidatura della mia recente scoperta sul Monte Conero e del relativo studio che ho condotto assieme ai ricercatori del Museo delle Scienze UNICAM Giuseppe Crocetti e Alessandro Blasetti: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0195667118302015

martedì 22 gennaio 2019

Museo Archeologico Ancona: "Sulle tracce di un antico rettile marino. Siro e le orme mesozoiche scoperte sul Monte Conero"

 












Conferenza di presentazione della storia del rinvenimento degli icnofossili che ho effettuato sul Monte Conero e del relativo studio scientifico condotto in collaborazione con i ricercatori del Museo delle Scienze Unicam, il geologo Giuseppe Crocetti e il biologo Alessandro Blasetti.